“Offrire ai legislatori gli strumenti per intervenire e fare prevenzione. Questo è uno dei nostri compiti” così ha esordito la Presidente della Commissione regionale del Veneto per le Pari Opportunità, Simonetta Tregnago, alla presentazione, il 20 gennaio a Venezia, del programma che si prepara ad attuare con gli altri membri della commissione. Gli altri compiti sono ovviamente quelli di diffondere la cultura dei diritti e delle pari opportunità e fotografare quei fenomeni collegati al tema, che si verificano nella realtà quotidiana.

Simonetta Tregnago
Per prevenire le discriminazioni di genere, i soprusi e le violenze, nonché per rafforzare e ampliare i servizi offerti alla popolazione femminile del Veneto, la commissione è al varo delle proprie iniziative.
A partire dal rapporto che la regione ha realizzato in collaborazione con Veneto Lavoro, sul “lavoro delle donne in tempo di crisi nella regione Veneto”, che sarà ufficialmente presentato in estate, in primavera verrà effettuato l’approfondimento sulle “Libere professioniste: verifica delle pari opportunità di accesso e di attività” che prevede lo studio degli accessi, della retribuzione e di tutto quanto concerne l’ambito degli ordini professionali per quanto riguarda il mondo femminile. L’intento è di far nascere in futuro un organismo di parità all’interno degli ordini stessi.
In autunno sarà poi presentata un’ulteriore ricerca, quella sulle “Donne e Tecnologia”, curata dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Venezia allo scopo di indagare le disparità di genere nell’ambito della formazione e dell’occupazione delle donne in questo settore.
In Veneto ci sono oltre 2,5 milioni di donne, sui quasi 5milioni di popolazione totale, il che significa che le donne rappresentano la maggioranza dei residenti. La gran parte delle donne è di età compresa fra i 30 e i 49 anni (in particolare fra i 40 e i 49) secondo i dati ISTAT relativi al 2009.
La Regione del Veneto va segnalata per le buone pratiche che da tempo ha instaurato nel settore del lavoro e dell’imprenditoria femminile. Il lavoro della commissione alle pari opportunità di genere è un ulteriore e significativo passo avanti, al quale si spera facciano seguito i passi delle altre regioni italiane e, perché no, degli altri paesi a livello globale.
Una legislazione che tenga conto dell’“altra metà del cielo” è infatti il vero progresso che la globalizzazione potrebbe produrre se attuata secondo logiche di interessi non semplicemente economici ma soprattutto sociali.
Per tornare alle buone pratiche della Regione Veneto, la commissione ha intenzione di promuovere una più ampia presenza delle donne nella politica e nelle istituzioni. Questo fattore è essenziale per far comprendere agli attuali detentori del potere legislativo (per la stragrande maggioranza uomini) che la comprensione dei problemi del mondo femminile e la relativa risoluzione può avvenire solo se essi vengono esaminati dal punto di vista delle dirette interessate.
Il Veneto ha intenzione di far partire uno studio comparato “Donne e politica: la rappresentanza di genere” per stimolare la riflessione su una successiva proposta di riforma della normativa elettorale regionale, sempre elaborata dalla suddetta Commissione. A tale scopo, verrà organizzato un dibattito con le realtà delle altre regioni, che confronti le varie esperienze e stimoli all’azione di tutte, grazie alla condivisione con la Conferenza nazionale, della quale fanno parte le presidenti di tutti gli organismi di pari opportunità di ogni regione italiana.
Infine, per giungere a un problema tanto sentito in questo blog, la commissione veneta indagherà sugli “Omicidi in Veneto in una prospettiva di genere” per tracciare il quadro della violenza domestica con particolare attenzione ai casi più gravi degli ultimi anni, evoluti in omicidio o tentato omicidio. Questo progetto fornirà una lettura interpretativa del fenomeno e sarà realizzato in collaborazione con L’osservatorio nazionale sulla violenza domestica nonché con le varie procure per la raccolta dei dati.
Daniela Molina