martedì 15 marzo 2011
Donna In Affari
Insomma finalmente uno strumento utile creato nel rispetto della parte principale della nostra società: quella femminile.
domenica 23 gennaio 2011
IN VENETO SI AVVIA IL NUOVO PROGRAMMA DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’
“Offrire ai legislatori gli strumenti per intervenire e fare prevenzione. Questo è uno dei nostri compiti” così ha esordito la Presidente della Commissione regionale del Veneto per le Pari Opportunità, Simonetta Tregnago, alla presentazione, il 20 gennaio a Venezia, del programma che si prepara ad attuare con gli altri membri della commissione. Gli altri compiti sono ovviamente quelli di diffondere la cultura dei diritti e delle pari opportunità e fotografare quei fenomeni collegati al tema, che si verificano nella realtà quotidiana.

Simonetta Tregnago
Per prevenire le discriminazioni di genere, i soprusi e le violenze, nonché per rafforzare e ampliare i servizi offerti alla popolazione femminile del Veneto, la commissione è al varo delle proprie iniziative.
A partire dal rapporto che la regione ha realizzato in collaborazione con Veneto Lavoro, sul “lavoro delle donne in tempo di crisi nella regione Veneto”, che sarà ufficialmente presentato in estate, in primavera verrà effettuato l’approfondimento sulle “Libere professioniste: verifica delle pari opportunità di accesso e di attività” che prevede lo studio degli accessi, della retribuzione e di tutto quanto concerne l’ambito degli ordini professionali per quanto riguarda il mondo femminile. L’intento è di far nascere in futuro un organismo di parità all’interno degli ordini stessi.
In autunno sarà poi presentata un’ulteriore ricerca, quella sulle “Donne e Tecnologia”, curata dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Venezia allo scopo di indagare le disparità di genere nell’ambito della formazione e dell’occupazione delle donne in questo settore.
In Veneto ci sono oltre 2,5 milioni di donne, sui quasi 5milioni di popolazione totale, il che significa che le donne rappresentano la maggioranza dei residenti. La gran parte delle donne è di età compresa fra i 30 e i 49 anni (in particolare fra i 40 e i 49) secondo i dati ISTAT relativi al 2009.
La Regione del Veneto va segnalata per le buone pratiche che da tempo ha instaurato nel settore del lavoro e dell’imprenditoria femminile. Il lavoro della commissione alle pari opportunità di genere è un ulteriore e significativo passo avanti, al quale si spera facciano seguito i passi delle altre regioni italiane e, perché no, degli altri paesi a livello globale.
Una legislazione che tenga conto dell’“altra metà del cielo” è infatti il vero progresso che la globalizzazione potrebbe produrre se attuata secondo logiche di interessi non semplicemente economici ma soprattutto sociali.
Per tornare alle buone pratiche della Regione Veneto, la commissione ha intenzione di promuovere una più ampia presenza delle donne nella politica e nelle istituzioni. Questo fattore è essenziale per far comprendere agli attuali detentori del potere legislativo (per la stragrande maggioranza uomini) che la comprensione dei problemi del mondo femminile e la relativa risoluzione può avvenire solo se essi vengono esaminati dal punto di vista delle dirette interessate.
Il Veneto ha intenzione di far partire uno studio comparato “Donne e politica: la rappresentanza di genere” per stimolare la riflessione su una successiva proposta di riforma della normativa elettorale regionale, sempre elaborata dalla suddetta Commissione. A tale scopo, verrà organizzato un dibattito con le realtà delle altre regioni, che confronti le varie esperienze e stimoli all’azione di tutte, grazie alla condivisione con la Conferenza nazionale, della quale fanno parte le presidenti di tutti gli organismi di pari opportunità di ogni regione italiana.
Infine, per giungere a un problema tanto sentito in questo blog, la commissione veneta indagherà sugli “Omicidi in Veneto in una prospettiva di genere” per tracciare il quadro della violenza domestica con particolare attenzione ai casi più gravi degli ultimi anni, evoluti in omicidio o tentato omicidio. Questo progetto fornirà una lettura interpretativa del fenomeno e sarà realizzato in collaborazione con L’osservatorio nazionale sulla violenza domestica nonché con le varie procure per la raccolta dei dati.
Daniela Molina
venerdì 20 agosto 2010
dal Blog di Beppe Grillo
L'assassinio di una donna è normalità, notizia quotidiana da sorseggiare con il caffè al bar. Nessun soldato dell'ONU o della NATO interverrà per salvare dagli orchi italiani una donna. Nessuna prima pagina del TIME sul massacro rosa del Bel Paese. Le Morti Rosa sono oggetto di dotte analisi nelle terze pagine dei giornali, argomenti per discussioni sociologiche e letterarie, per studi sulla depressione maschile, sulla contrapposizione uomo/donna, sulla società consumistica, sul maschio senza più sicurezze. A morire è però sempre la donna tra le mura di casa o in mezzo a una strada dove viene costretta dai suoi aguzzini. E' una mattanza. La caccia alle streghe si è evoluta dal rogo alle mille e una morte.
L'Italia non ha mai avuto una donna alla presidenza della Repubblica o del Consiglio, i parlamentari sono da sempre in assoluta maggioranza uomini. I manager delle grandi industrie sono uomini con poche eccezioni, lo sono i responsabili delle principali Istituzioni che contano, delle grandi banche, di tutti gli apparati militari e paramilitari, dei maggiori quotidiani. La donna ha una paga inferiore. è licenziata se aspetta un bambino. La donna oggetto è ovunque, rappresentazione di una società malata: dai culi della televisione alle tette delle riviste, al lettone di Papi. Rifiutarsi ai desideri del vicino, dell'amico, del marito è un'offesa che va lavata con il sangue. In Italia è stato abolito il delitto d'onore, è rimasto il delitto, ma senza l'onore.
Time magazine devoted a cover to Aisha, a young Afghan mutilated nose and ears by the Taliban for having left his house (the Taliban later denied that they were the executioners, ed.) Our soldiers are in Afghanistan for this, to bring civilization to benighted minds by religious fanaticism is a mission of peace and civilization while in Italy is implementing a social butcher women. They kill more former girlfriends at a time, it invests his wife with the car, stab companion-sister-mother-in-law, all together, fists in rage kills the first woman you meet on the street, is drowning his girlfriend in the bathtub , is thrown from the balcony of her friend, her lover is buried alive. The more sober simply shoot a gun regularly reported. Italian male to the murderous fantasy is there.
The murder of a woman is normal, daily news by sipping coffee at the bar. No soldier of NATO or the UN will intervene to save an Italian woman from the orcs. No front page of TIME on the massacre of pink Bel Paese. The Dead Rose are the subject of scholarly analysis on the third page of the newspapers, sociological and literary topics for discussion, for studies on male depression, on the opposition man / woman on the consumer society, the male no longer certainties. To die is not always the woman behind the walls of your home or on the street where it is forced by his jailers. And 'a massacre. The witch hunt has evolved from the stake to a thousand and one death.
Italy has never had a woman as President of the Republic or the Council, MPs have always been men in absolute majority. Managers of large companies are men, with few exceptions, they are the leaders of major institutions that matter, the big banks, all the military and paramilitaries, the major daily newspapers. Women have less pay. is dismissed if expecting a baby. The woman is everywhere object representation of a sick society: from television to asses tits magazines, the Latvian Papi. Refuse the wishes of his neighbor, the friend, the husband is an offense that should be washed with blood. In Italy it was abolished the crime of honor, was the crime, but without the honor.
mercoledì 21 luglio 2010
lunedì 19 luglio 2010
venerdì 2 luglio 2010

NY, 30 giugno 2010 – Si è celebrato un grande successo per la società civile, in particolar modo per le oltre 300 donne di tutto il mondo che fanno parte della Campagna internazionale, sostenuta anche da AIDOS (Associazione italiana donne per lo sviluppo), GENDER EQUALITY ARCHITECTURE REFORM (GEAR) impegnata da quattro anni nel chiedere alle Nazioni Unite la creazione di una nuova e più efficiente agenzia per i diritti delle donne, che promuova l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne nel mondo. Il 30 giugno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la nuova agenzia UN Women che sarà operativa dal 2 luglio 2010 e che vede la fusione di quattro istituti impegnati da tempo a sostenere i diritti delle donne presso le Nazioni Unite: UN Development Fund for Women (UNIFEM), Division for the Advancement of Women (DAW), International Research and Training Institute for the Advancement of Women (INSTRAW) e l’Office of the Special Adviser to the UN Secretary-General on Gender Issues and Advancement of Women (OSAGI).
It's born "A WOMEN" THE NEW AGENCY FOR THE RIGHTS OF WOMEN WORKING AT THE UNITED NATIONS
NY, June 30, 2010 - We celebrated a major success for civil society, particularly for the more than 300 women from around the world who are part of the international campaign, supported by AIDOS (Italian Association for Women in Development), GENDER EQUALITY ARCHITECTURE REFORM (GEAR) engaged for four years at the United Nations in calling for the creation of a new and more effective agency for women's rights, promoting gender equality and women's rights in the world. On 30 June the UN General Assembly established the Women A new agency will be operational by July 2, 2010 and sees the merger of four institutions involved from time to support women's rights at the United Nations: UN Development Fund for Women (UNIFEM), Division for the Advancement of Women (DAW), International Research and Training Institute for the Advancement of Women (INSTRAW) and the Office of the Special Adviser to the UN Secretary-General on Gender Issues and Advancement of Women (OSAGI ).
mercoledì 23 giugno 2010
Dichiarazione Parlamentare congiunta italo-spagnola

i grandi assenti dai programmi per la salute materno - infantile
Dichiarazione Parlamentare congiunta italo - spagnola in vista del Vertice G8 e del Summit delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di sviluppo del Millennio
Roma, 22 giugno 2010 – L’incontro del Gruppo di lavoro parlamentare italiano “Salute globale e diritti delle donne”, coordinato dalla sen. Francesca Marinaro, e dell’Intergruppo Parlamentare spagnolo “Popolazione, sviluppo e salute riproduttiva”, svoltosi a Roma presso il Senato della Repubblica, si è concluso con l’adozione di una Dichiarazione parlamentare congiunta che chiede “Un impegno chiaro per la salute delle donne”.
A una settimana dal Vertice G8, l’incontro fra i Gruppi parlamentari, entrambi bipartisan, organizzato con la collaborazione tecnica di AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo, e della Federazione per la pianificazione familiare statale spagnola, ha sottolineato la necessità che i Governi europei e l’Unione Europea assumano un chiaro impegno politico e finanziario a sostegno della salute sessuale e riproduttiva e dei diritti delle donne nel Sud del mondo, stanziando un finanziamento aggiuntivo di 12.800 milioni di dollari l’anno e l’effettiva disponibilità di strumenti e materiali di consumo per la salute sessuale e riproduttiva presso i servizi sanitari.
“Ho aderito al Gruppo a novembre con la partecipazione a uno Study Tour in Burkina Faso organizzato da AIDOS dove ho visitato il Centro per la salute delle donne sostenuto dall’organizzazione. Da queste popolazioni, e in particolare dalle donne – dichiara la sen Rita Ghedini - dipende anche lo sviluppo dei paesi europei.”
Su questi temi, “preoccupa la diminuzione dell’attenzione politica a livello europeo - aggiunge la sen. Emma Bonino, Vice Presidente del Senato - sappiamo che anche il nostro paese sta pensando ad altro, ma proprio per questo è importante che lavoriamo su queste tematiche per seminare per il futuro.”
“Gli attuali tagli dei finanziamenti in Italia rendono ancora più necessaria una convergenza su posizioni comuni in vista del Summit delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG) che si terrà a settembre – dichiara la sen. Francesca Marinaro – unita a una visione del futuro che sia capace di cogliere le opportunità di cambiamento che la grave crisi economica che stiamo ancora vivendo può offrire.”
The sexual and reproductive health and rights of women,
absent from the major health programs - maternal child
Statement by the Parliamentary Joint Italian - Spanish for the summit of the G8 Summit and the UN Millennium Development Goals
Rome, June 22, 2010 - The meeting of the Italian Parliament's Working Group "Global health and women's rights", coordinated by sen. Francesca Marinaro, and Spanish Parliamentary Intergroup "Population, Development and Reproductive Health", held in Rome at the Senate, it was concluded with the adoption of a Parliamentary Joint Declaration that calls for "A clear commitment to women's health ".
A week before the G8 summit, a meeting between the parliamentary groups, both bipartisan, organized with the expertise of AIDOS, Italian Association for Women Development and Family Planning Federation of the Spanish state, stressed the need for governments Europe and the European Union take a clear political commitment and financial support of sexual and reproductive health and rights of women in the South, allocating additional funding of 12.8 billion dollars a year and the actual availability of tools and materials consumption for the sexual and reproductive health in health services.
"I joined the Group in November with participation in a Study Tour in Burkina Faso where I visited AIDOS organized by the Center for Women's Health supported by the organization. From these populations, and especially women - says Rita sen Ghedini - also depends on the development of European countries. "
On these issues, "worries the diminished policy at European level - adds sen. Emma Bonino, Vice President of the Senate - we know that our country is thinking of something else, but that is why it is important that we work on these issues to sow for the future. "
"Today's funding cuts in Italy make it even more necessary convergence on common positions ahead of the Summit of the United Nations Millennium Development Goals (MDGs) to be held in September - says sen. Francesca Marinaro - combined with a vision of the future that is able to seize opportunities for change that the severe economic crisis that we are still living can offer. "